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In qualità di Presidente del Sindacato Nazionale Guardie Giurate (SNGG), denuncio apertamente le responsabilità politiche e istituzionali che, negli anni, hanno contribuito a costruire e aggravare questa situazione.
Le guardie giurate garantiscono ogni giorno la sicurezza di infrastrutture sensibili, aziende, istituzioni e cittadini. Svolgono un servizio di interesse pubblico, spesso in condizioni operative complesse e con rischi concreti. Eppure, lo Stato – lo stesso Stato che pretende sicurezza – consente che questi lavoratori siano pagati salari insufficienti, sottoposti a turni estenuanti e privati di un reale riconoscimento professionale.
Questo è il punto: non siamo di fronte a una semplice crisi di settore, ma a un fallimento politico.
Le responsabilità sono chiare.
Il Ministero dell’Interno, che ha competenze dirette sulla vigilanza privata, non ha esercitato un controllo efficace né ha promosso riforme adeguate a garantire standard dignitosi di lavoro e qualità del servizio.
Le Prefetture, chiamate a vigilare sul territorio e a autorizzare e controllare gli istituti di vigilanza, troppo spesso si sono limitate a un ruolo formale, senza incidere realmente sulle distorsioni del sistema.
Gli Ispettorati del lavoro non hanno assicurato controlli sufficienti e capillari, permettendo il consolidarsi di pratiche contrattuali discutibili e, in alcuni casi, al limite della legalità.
A ciò si aggiunge una responsabilità politica trasversale: governi che si sono succeduti senza mai affrontare seriamente il tema della vigilanza privata, lasciando il settore ostaggio della logica del massimo ribasso negli appalti. Una logica che ha un unico risultato: comprimere salari, diritti e sicurezza.
Non è un effetto collaterale. È una scelta.
Una scelta che ha trasformato la sicurezza in una merce e le guardie giurate in un costo da ridurre.
Le conseguenze sono evidenti: lavoratori impoveriti, crescente demotivazione, abbassamento della qualità del servizio e, inevitabilmente, maggiori rischi per la collettività.
Di fronte a questo scenario, non sono più tollerabili silenzi né scaricabarile.

Il SNGG chiede con forza:
un intervento immediato del Governo con una riforma strutturale del settore
controlli reali e continuativi da parte di Prefetture e Ispettorati
la revisione del sistema degli appalti, ponendo fine al massimo ribasso
un adeguamento salariale che restituisca dignità alle guardie giurate
il riconoscimento concreto del ruolo strategico di questi lavoratori
Se queste risposte non arriveranno, sarà evidente che la politica ha deciso consapevolmente di ignorare il problema.
Noi non lo faremo.
Continueremo a denunciare nomi, responsabilità e omissioni. Continueremo a portare alla luce ciò che qualcuno preferirebbe tenere nascosto.
Perché la sicurezza non può essere garantita da lavoratori sfruttati.
E uno Stato che non tutela chi garantisce la sicurezza è uno Stato che rinuncia, di fatto, alla propria credibilità.
