“Direzione Santiago – Le emozioni di un Cavaliere” – Seconda tappa-Dal Rifugio Orisson a Ilarratz -Rubrica a cura di Vins Tramontano, pellegrino Commendatore dell’Ordine del Cammino di Santiago

Seconda tappa - Dal Rifugio Orisson a Ilarratz
Il quotidiano online News & Social si arricchisce di un'ulteriore rubrica dal titolo : "Direzione Santiago - Le emozioni di un Cavaliere" curata da Vins Tramontano, pellegrino Commendatore dell'Ordine del Cammino di Santiago.
Vins Tramontano ci racconterà del suo cammino per raggiungere Santiago de Compostela (Spagna), vivremo questa sua esperienza attraverso le sue emozioni e la narrazione delle tappe giornaliere.

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Seconda  tappa – Dal Rifugio Orisson a Ilarratz

Alle 06:00, nonostante la notte completamente in bianco, non vedevo l’ora di alzarmi e incamminarmi verso il vero inizio. Feci colazione e prima che il gruppo di pellegrini presenti nel rifugio affollasse la sala uscì pronto per attraversare i Pirenei, con l’incognita: “ce la farò, dopo lo sconforto di ieri?” Con lo Zaino in spalle e con passo leggiadro cominciai ad allontanarmi dal rifugio, dopo almeno due tornanti mi girai a guardare indietro, laggiù l’ultima vista del rifugio, ma notai lo scenario all’orizzonte, ampio bellissimo, fatto di colori e sfumature, l’alba a quelle alture offriva uno scenario particolare. Un leggero venticello mi accompagnava, addirittura spingeva a mio favore. Camminavo lungo la strada di montagna in compagnia di pecore, cavalli robusti e mucche, insensibili al vento, le loro campanacce irrompevano il silenzio, guardavo la radura verde dell’altura, avanzavo seguendo i tanti segnali sull’asfalto, erano come facce conosciute, li avevo visti in rete nella fase di programmazione, ad un certo punto su un crinale roccioso notai l’intaglio della Vergine di Biakorrì, ornato da fiori, collane, croci, conchiglie e altre offerte di pellegrini.

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Andai a portare la mia preghiera, arrivava un vento forte dalla valle, posi dei fiori raccolti lunga la strada e presentai le mie intenzioni, mi commossi al punto che scoppiai in un pianto. Stavo dicendo alla madonna che il mio cammino era dedicato ai miei genitori, mi sembrò di essere osservato, mentre mi scendevano le lacrime, gridai la mia gioia: Mamma, Papà “Dove siete, le mie preghiere sono per voi”. Ricordo quegli attimi profondi, mi scrollai di dosso un peso che portavo da quando mori mia madre, quelle grida, le preghiere mi donarono una tranquillità interiore, riconosco da quel momento particolare, che mi accompagna tuttora. Scorgevo ogni tanto dei segni già visti e mi ricordavo quelli che avrei dovuto vedere piu avanti, conoscevo quel tratto come le mie tasche, qualche giorno prima l’avevo fatto con street wiew, immortalavo ogni cambio di direzione, sono cosi, non tralascio nulla al caso, mi porto prova di dove passo, per ricostruirlo successivamente.

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A pochi metri un robusto monumento in pietra che indicava che stavo già entrando in Spagna, nella regione Navarra. La strada proseguiva nella massima altezza che prende il cammino, 1430 m. Da lì presi la deviazione a sinistra per andare a Roncesvalles. La discesa di forte dislivello, circa 150 m., in una poi un tratto pianeggiante e, più avanti, continuava con una discesa più grande foresta di faggi, ma 4 sopportabile. Procedevo benissimo, nel bosco, cominciai a scendere tra gli alberi su una base dove scorreva la pioggia, era fresco, quasi non filtrava il sole, il fogliame era umido, a volte sembrava scivolare, appena ebbi occasione mi dotai di un bastone, raccolsi un pezzo di ramo, era bagnato e ruvido, mentre scendevo lo sfregavo con le mani, spezzai gli spuntoni e dopo un po cominciai a puntarlo in corrispondenza della gamba che scendeva, piede destro e bastone, capì finalmente perché le persone che stanno in montagna portano il bastone. La discesa era piacevole con il bastone, scendevo ad ampi passi, ansioso di arrivare a Roncesvalles, per vedere la Collegiata Gotica di Santa María, il primo edificio ad essere costruito, adesso ostello dei pellegrini. Arrivai a Roncesvalles, visitai la Chiesa e gli edifici storici e feci immancabilmente qualche foto alla statua di Roldán, l’ufficiale di Carlo Magno sconfitto dai baschi insieme al suo esercito nel 778. Passai villaggi e città, arrivai a Zubiri attraversando il ponte della rabbia, il punto più rappresentativo del paese.

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Mi fermai a rifocillarmi nell’acqua che scorreva sotto il ponte, era piacevole tenere i piedi in quel torrente fresco, comprai una bevanda ed un gelato e mi sdraiai sulla riva, il rumore dell’acqua era conciliante, ricordo di aver dormito per qualche minuto. Era ancora giorno, diedi uno sguardo al prossimo pueplo, lontano appena 3 chilometri, senza pensarci mi avviai e in meno di mezz’ora era già in quel piccolo paesello, al primo albergue entrai e mai scelta fu migliore, tranquillo, isolato e pulito. Fui accolto con una gentilezza particolare dal sig. Sebastian, che timbrò la credenziale e mi accompagnò al posto letto, dove notai un altro pellegrino, Cris, un ragazzone tedesco, che aveva dei problemi ai piedi, gli chiesi, tra lo spagnolo e l’inglese, cosa avesse? Poverino aveva le piante dei piedi completamente infiammate, in-dicandomi le scarpe disse: non sono adatte a fare il cammino ed in particolar modo, il tratto in discesa dal passo Roncisvalle. Poi mi passò il suo zaino e aggiunse: “anche questo peso ha contribuito al mio problema. Effettivamente era pesante, sicuramente oltre gli 11 chili. L’hospitalero, persona estremamente gentile, l’aveva portato in ospedale, che gli avevano suggerito di non camminare per almeno cinque giorni. Dopo cena feci quattro passi per sgranchirmi le gambe e vedere il borgo, solo pecore e galline, che fortuna pensai, era la tranquillità che cercavo dopo la notte scorsa. Al rientro in albergue, mi fermai a parlare con l’hospitalero, il Sig. Sebastian, mi raccontò di essere nato a Bilbao, traspariva nelle sue parole la fierezza, precisò: è la città più all’avanguardia della Spagna.

Vins Tramontano

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Ampia galleria fotografica – photo credit: Vins Tramontano

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