AVELLINO MERITA UNA SVOLTA VERA: NON L’ENNESIMA CONTESA DI NOMI, MA UN PROGETTO PER LA CITTÀ.
Ad Avellino centrodestra e centrosinistra appaiono ormai come due facce della stessa medaglia: confusi, autoreferenziali, distanti dai problemi reali della comunità.
– Mentre la città vive una fase di degrado evidente e diffuso, i due grandi contenitori politici sembrano impegnati esclusivamente in una contesa interna fatta di nomi già noti, di “ritorni” e di equilibri di coalizione, piuttosto che in una riflessione seria sulle emergenze che affliggono il territorio.
– Se oggi registriamo disagi strutturali, servizi carenti, isolamento istituzionale e sfiducia crescente, è perché è mancata una maggioranza capace di governare con visione e responsabilità.
– Ma è mancata anche un’opposizione incisiva, coerente, realmente alternativa.
– Entrambe le parti sono sembrate più concentrate sulla conquista delle poltrone che sulla costruzione di soluzioni.
La città è sempre più isolata, sul piano istituzionale e sociale. I giovani continuano ad andare via, gli anziani restano spesso senza punti di riferimento. I servizi sociali risultano indeboliti, in alcuni casi pressoché inesistenti. Ci sono famiglie che vivono in condizioni di disagio, residenti senza riscaldamento, strade dissestate, marciapiedi compromessi. I parchi realizzati con fondi europei versano in stato di abbandono. La promessa di una mobilità moderna si è tradotta in cantieri interminabili, corsie preferenziali controverse e pali della cosiddetta “metropolitana leggera” che hanno inciso pesantemente su commercio e vivibilità urbana.
La percezione di insicurezza è aumentata. La violenza urbana è diventata una preoccupazione costante. Sono state installate telecamere e allestita una sala di controllo che, tuttavia, non risulta pienamente operativa, nonostante le risorse pubbliche impiegate.
È legittimo chiedere conto di tali scelte ai cittadini e ai commercianti che ogni giorno subiscono le conseguenze di decisioni inefficaci.

I report istituzionali degli ultimi anni – dalle relazioni della magistratura alle parole del Commissario prefettizio – hanno descritto una situazione complessa, per molti versi inquietante. Non si tratta di polemiche, ma di dati e valutazioni ufficiali che impongono una riflessione seria e non propagandistica.
– In questo contesto, appare sempre più evidente la necessità di una TERZA FORZA: la forza dei cittadini, delle associazioni, dei movimenti civici, di quei partiti e gruppi che non si riconoscono più in un bipolarismo sterile e logorato. Una forza capace di elaborare un progetto credibile, competente, radicato nel territorio e orientato esclusivamente all’interesse pubblico.
– Governare una città non significa esercitare un potere una volta ottenuta una maggioranza numerica. Significa lavorare ogni giorno, con metodo e trasparenza, per garantire servizi efficienti, sicurezza, decoro urbano, sostegno alle fasce fragili, opportunità per i giovani e condizioni favorevoli per chi fa impresa.
– Avellino ha bisogno di amministratori che abbiano a cuore Avellino. Non servono slogan, né autocelebrazioni. Serve responsabilità. Serve una classe dirigente nuova, preparata, libera da logiche di appartenenza e capace di dialogare con le istituzioni sovracomunali per superare l’isolamento che oggi penalizza la città.

I CITTADINI IN MOVIMENTO esistono, resistono e continuano a impegnarsi. Non hanno ruoli di potere, ma hanno competenze, passione civile e un legame autentico con il territorio. È da qui che può nascere un’alternativa vera.
– Avellino non può rassegnarsi a un lento declino.
– Avellino merita una prospettiva, una visione, una guida all’altezza della sua storia e delle sue potenzialità.
È TEMPO DI COSTRUIRE, INSIEME, UNA STRADA NUOVA.
Massimo Passaro portavoce de I Cittadini in Movimento
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