Don Andrea Campanile, Rettore del Santuario Sant’Anna di San Vitaliano, e la Dott.ssa Marmo Maria Teresa, responsabile del gruppo Caritas San Vitaliano, annunciano l’introduzione di due nuovi servizi fondamentali: lo Sportello di Ascolto per la Genitorialità e lo Sportello di Ascolto Pedagogico, rivolto a ragazzi e ragazze dai 14 ai 20 anni. Le attività di ascolto sono condotte dalla Dott.ssa Anna De Luca, pedagogista che con semplici ma incisive parole fa sapere che: “Desidero esprimere la mia gratitudine a Don Andrea e alla Dott.ssa Marmo per la fiducia accordata; in un’epoca frenetica come la nostra, dove spesso non abbiamo tempo per ascoltare noi stessi, l’ascolto diventa essenziale; nella mia esperienza di counseling, ho incontrato molte persone che vivono una profonda solitudine, una delle sfide più gravi della nostra era; un’esperienza significativa è stata l’ascolto telefonico con gli anziani durante la pandemia di Covid, molti di loro condividevano che, sebbene i familiari portassero cibo, nessuno parlava realmente con loro.

Questa esperienza – spiega la dott.ssa De Luca – mi ha arricchita profondamente, gli Sportelli di Ascolto, a mio avviso, sono fonti di supporto e di arricchimento reciproco, sia per chi ascolta che per chi riceve, creando un ciclo di valore che beneficia entrambe le parti; ecco perché ho accettato con entusiasmo di partecipare a questi due servizi: i due sportelli sono complementari e fondamentali – spiega la pedagogista- per la crescita delle famiglie e dei giovani; spiego nel particolare lo Sportello di Ascolto per la Genitorialita’ e quello dedicato ai giovani ;
lo Sportello di Ascolto per la Genitorialità offre ai genitori l’opportunità di ricevere supporto nella loro funzione educativa. Qui, possono riflettere sulle strategie relazionali e affrontare le difficoltà che possono sorgere nel rapporto con i figli, in un ambiente privo di pregiudizi invece dall’altro lato, lo Sportello di Ascolto Pedagogico dedicato ai giovani, affrontando i loro dubbi e le sfide legate all’adolescenza, alla scuola e alla famiglia. Questo sportello si sposta nei luoghi frequentati dai ragazzi, per rendere l’ascolto ancora più accessibile. Pur non avendo fine terapeutico, è orientato al counseling, aiutando i ragazzi a identificare i loro problemi e a trovare possibili soluzioni; in sintesi, questi sportelli non solo offrono sostegno, ma creano un ambiente in cui l’ascolto diventa un vero strumento di crescita e connessione, per famiglie e giovani.”


