Scomparso giovedì 2 marzo il bravissimo Maestro Guglielmo Longobardo, pittore e docente.

Guglielmo Longobardo è nato nel 1948 a Bacoli (Na), ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ha ottenuto il diploma nel 1972 con i Maestri Giuseppe Capogrossi e Armando De Stefano.

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Dal 1973 ha insegnato alle Accademie di Catanzaro, Foggia, Bologna, Urbino e dal 1996 è stato titolare della cattedra di decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Dal 1970 ha esposto in numerose rassegne, con personali e in collettive in Italia e all’estero.
Negli anni Ottanta ha iniziato una rivisitazione della sua produzione, in cui predominava, sempre, una tensione analitica e di autoriflessione.
Gli anni Novanta sono importanti per l’intenso lavoro e per la partecipazione a varie rassegne ed esposizioni in ambito nazionale e internazionale.
Nel 2005 l’Artista presenta la sua monografia, curata dal poeta Michele Sovente, che ha esplicitato la profonda amicizia con il poeta, sfociata spesso in collaborazioni e attestati di stima; un esempio, appunto, è la pubblicazione del catalogo “Longobardo”, che ha raccolto opere dell’artista e di Sovente.
Ha prodotto una personale allestita a Villa Bruno a San Giorgio a Cremano (Na), in cui propose una serie di opere dal titolo Paesaggi svelati.

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Ha partecipato alla 59° Biennale di Venezia e alla X Quadriennale d’Arte di Roma.
Tra le mostre più significative quelle al Gammel Strand di Copenaghen, al Maschio Angioino di Napoli e al Centro Culturale Borges di Buenos Aires.
Alla Galleria dell’Accademia di Napoli ha presentato un’antologica dal titolo “Pittura Continua”, operando a rimarcare la sua scelta a utilizzare sempre e solo la pittura come tecnica espressiva.
E’ stato molto amato dai suoi studenti.
Guglielmo Longobardo si è spento nella sua casa di Bacoli, all’età di 74 anni.
L’artista operava seguendo la pista informale.
La sua pittura è stata qualificata da una cromaticità intensa, considerevole in significati e legata al territorio in cui è cresciuto, vale a dire i Campi Flegrei, alimentati dalla storia e del mito.

 

Maurizio Vitiello

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