Les Demoiselles d’Avignon di Picasso: nuove teorie sull’opera

Les Demoiselles d’Avignon (1907) è una delle opere più famose dell’artista contemporaneo Pablo Picasso.

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Picasso. Conservato al MoMa di New York viene apprezzata da milioni di visitatori ed è ancora tutt’oggi sotto la lente degli studiosi che proprio recentemente sembrano aver trovato nell’opera un nuovo significato.
Il dipinto mostra cinque giovani donne dal corpo nudo, le forme frammentate insieme allo sfondo rappresentano una delle caratteristiche tipiche del movimento del cubismo. Tutto viene posto sullo stesso piano e la sensualità dei corpi diviene aggressiva quasi spaventosa messa in risalto negli sguardi rivolti allo spettatore. I bozzetti preparatori sembrano proporre un’opera diversa rispetto al risultato finale, forse perché durante le preparazione Picasso poté imbattersi in “Gioia di Vivere” di Matisse modificando la produzione dell’opera.

Per la realizzazione Picasso si inspirò alle prostitute di un bordello di Barcellona, tuttavia vanno letti diversi rimandi come ad esempio i koùroi greci, “Il bagno turco” di Ingres e le famosissime maschere africane. Su quest’ultimo punto si sofferma la critica questo perché per quanto Picasso avesse riconosciuto in più occasioni l’influsso di esse, dovute anche ad una visita del Museo du Trocadèro di Parigi, dichiarò di non conoscere affatto quella che veniva chiamata “arte nera”.

Recentemente lo studioso francese Da Moreau ha proposto una nuova chiave di lettura che vede negli affreschi medievali delle chiese romaniche della Catalogna la vera ispirazione.
A rafforzare l’ipotesi il fatto che molti dei modelli specifici che si pensa abbiano inspirato Picasso entrarono nei musei europei
solo a partire dal 1935, molto dopo il completamente dell’opera. Questa tuttavia, rimane sempre un’ipotesi primitiva ancora in via di sviluppo e l’attuale critica riconosce ufficialmente nelle maschere il vero e proprio influsso.

Curiosità
Nel 1878 aprì a Parigi uno dei musei etnografici più importanti d’Europa, il Trocadèro. Vennero raccolti manufatti proveniente dalle popolazioni extraeuropee, manufatti che furono importati dalle colonie francesi. Quest’arte fu definita primitiva anche in maniera erronea e fu punto di ispirazione per tantissimi artisti del calibro di Brancusi, Modigliani e Picasso. Si trattava di manufatti in pietra, piume,
pelli e ossa che finirono per imbrattare gli studi di collezionisti e artisti dell’epoca.

A cura della dott.ssa Fiorella Verile

Articolo soggetto a copyright

Fonte – artuu.it

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