L’artista Ernesto Terlizzi viene intervistato dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello
L’artista Ernesto Terlizzi viene intervistato dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello
Abbiamo posto queste domande a Ernesto Terlizzi: 👇
Puoi parlarci della tua ultima mostra? Prossime tappe? In quale città ti piacerebbe esporre? È essenziale per un’artista come te riconfermare la “cifra artistica”? È utile avere come sponde di riferimento i mass-media?L’artista ha preferito rispondere con una narrazione articolata:
“Inizio con il parlare delle mie due ultime mostre quella di Napoli al MANN “Ma che ne sanno gli altri” e quella di Cracovia dello scorso settembre all’Istituto Italiano di Cultura, dal titolo “Matheriae”.
Sono due mostre queste che sono il riflesso di cosa dovrebbe essere secondo me l’arte: un fondamentale mezzo di conoscenza della realtà.
Entrambe le mostre, pur se diverse, sono costruite sulla realtà del mondo per raccontare le problematiche dell’uomo contemporaneo e, perché no, anche il fascino e la bellezza di certi luoghi diventati nel corso del tempo patrimonio dell’umanità.
Infatti, il dramma del Mediterraneo sempre più una tomba d’acqua per i tanti migranti che ci annegano e le meraviglie di una Matera Capitale Europea della Cultura 2019 sono i contenuti delle due esposizioni.
Due momenti che oltre a riflettere entrambi l’importanza del contenuto ed insieme della forma, sottolineano anche quanto sia importante la riconoscibilità’ del proprio linguaggio espressivo cosa secondo me fondamentale in un artista.
Io, per esempio, da sempre, conservo il mio segno grafico che di volta in volta arricchisco saldandolo con le diverse materie che recupero dal mio territorio, per rinnovarlo continuamente: china, cartoni, legno pietra e lamiera.
E in questa ricerca cerco sempre di far dialogare passato e presente, luce e ombra, scabro e levigato dando corpo alle mie visioni sempre in bilico a metà tra realtà e astrazione.
Riguardo a una città in particolare dove vorrei esporre non ho preferenza alcuna ed anche per i progetti futuri, pur avendo in cantiere varie cose, non ho deciso niente anche perché per le arti visive e la cultura questo non è un buon momento.
Il discutibile sistema dell’arte contemporanea ha ridotto l’arte, da una quindicina di anni, alla morte di certi valori e per gli artisti, spece quelli di una certa qualità è dura.
Ora sono i curatori, diventati ormai delle star, che insieme a galleristi e collezionisti dettano le direttive del contemporaneo e se non ti allinei è dura, molto dura.
Se l’arte oggi non recupera una certa qualità del fare insieme ai contenuti, purtroppo, non si va da nessuna parte.
E’ dominante oggi una bassa qualità di opere tra design ed Ikea evoluta, dove la riconoscibilità è inesistente.
Tutte uguali e prive di contenuti veri.
Infine, chiudo rispondendo all’utilizzo dei moderni linguaggi digitali e dei mezzi di comunicazioni che ritengo utilissimi specie nel mondo dell’arte.
Per gli artisti, soprattutto, avere una finestra sempre aperta su questi mezzi è fondamentale per raggiungere un vasto numero di persone sparse per il mondo, ma mai abbandonare anche quei tradizionali mezzi di comunicazione, come carta stampata e tv che da sempre sono attenti al mondo dell’arte.”
Maurizio Vitiello
Intervista soggetta copyright
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