“Lettere al Garante”, a Caserta il confronto sul carcere tra diritti, sicurezza e possibilità di cambiamento
Istituzioni, magistratura, mondo ecclesiale e operatori del settore a confronto sulla realtà carceraria e sulle testimonianze delle persone private della libertà.
CASERTA – Un momento di riflessione e confronto sul mondo della detenzione, sui diritti delle persone ristrette e sulle prospettive di reinserimento sociale. Si è svolta nel pomeriggio di martedì 13 ottobre, presso il Palazzo Vescovile di Caserta, la presentazione del volume “Lettere al Garante”, promosso e curato da Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
L’iniziativa ha rappresentato un’occasione per accendere i riflettori sulla realtà carceraria attraverso le testimonianze di chi vive quotidianamente la privazione della libertà, dando spazio a storie, esperienze e riflessioni che richiamano l’attenzione sulla necessità di coniugare sicurezza, tutela dei diritti e opportunità concrete di cambiamento.
A seguire, il volume ha fatto da punto di partenza per un tavolo di confronto tra istituzioni e rappresentanti del territorio, chiamati a dialogare sulle criticità del sistema penitenziario e sulle possibili strade da percorrere per favorire percorsi di recupero e reinserimento. Un dibattito che ha messo al centro il valore dell’ascolto e della collaborazione tra le diverse realtà impegnate, a vario titolo, nel mondo carcerario.
L’incontro è stato moderato da Andrea Ferraro, direttore del Mattino di Caserta, e ha visto la partecipazione di mons. Pietro Lagnese, vescovo di Capua e arcivescovo di Caserta; Andrea Grassi, questore di Caserta; Lucia Zarrillo, componente dell’Osservatorio regionale sulla vita detentiva della Campania e psicologa presso il C.I.P.M.; Benedetta De Risi, magistrato di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere; Ilaria Manna, vicedirettore della Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere; e Francesco Maurano, direttore della Pastorale carceraria della Diocesi di Caserta e Capua.
La presenza di rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, della Polizia di Stato, dell’amministrazione penitenziaria e della Chiesa ha contribuito a delineare un quadro articolato della questione carceraria, sottolineando l’importanza di un approccio condiviso, capace di tenere insieme legalità, dignità della persona e responsabilità sociale.

Attraverso le pagine di “Lettere al Garante”, le esperienze e le parole delle persone detenute diventano così uno strumento di conoscenza e sensibilizzazione, utile a promuovere una riflessione che superi i confini degli istituti penitenziari e coinvolga l’intera comunità.
Un confronto che richiama il valore del dialogo tra istituzioni e territorio e la necessità di costruire percorsi nei quali la sicurezza si accompagni al rispetto dei diritti e alla possibilità di un effettivo cambiamento.
All’iniziativa ha preso parte anche la Polizia di Stato, nel segno dell’impegno per la legalità, la sicurezza e la promozione dei valori che uniscono le istituzioni e la comunità.
A cura di Giovanna Tramontano
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