Vedi foto-S. Nicola la Strada (CE)-Pasqua, i Sepolcri del Giovedì Santo rivivono grazie ai bambini. storia e significato

Nel pomeriggio di martedì 4 aprile tantissimi bambini accompagnati dai genitori si sono recati nella chiesa di Santa Maria degli Angeli per donare all'altare della reposizione o Sepolcro i germogli di grano o di lenticchie .

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Ad accogliere i piccoli con i loro preziosi germogli il parroco Don Antimo Vigliotta, che con amore e dedizione spiegò loro come preparare il grano per i Santi Sepolcri .

Come si prepara il grano per i sepolcri?

Nel Vangelo di Giovanni, Gesù dice “In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto“.

Ecco che preparare i piattini con i germogli di grano – ma vanno bene anche le lenticchie – nei giorni precedenti alla Settimana Santa è un rito importante proprio per vivere simbolicamente insieme ai bambini il passaggio dal buio della morte alla luce della vita.

Cosa serve:

  1. un piattino, o un vaso, meglio se decorato
  2. Ovatta o cotone. In alternativa della tela
  3. Semi di grano
  4. Uno spruzzino o nebulizzatore

Procedimento

Prendere il batuffolo di cotone delle dimensioni di circa 10cm x 10cm, bagnatelo con abbondante acqua e poi strizzatelo per far fuoriuscire l’acqua in eccesso.

Coprite la terra e cercate di inserire i semi di grano tra le fibre di cotone. Rispettate la distanza di circa un centimetro tra un seme e l’altro per favorire la crescita dei germogli. Dopo aver seminato mettete il piatto in un luogo buio e non ventilato.

Il termine “sepolcro” 👇

Foto dei germogli di grano e lenticchie

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Il termine “sepolcro” viene ancora oggi utilizzato nel linguaggio popolare di alcune regioni del Sud Italia per indicare quello che, più propriamente, andrebbe definito “altare” o “cappella della reposizione”.

In parole più semplici , corrisponde allo spazio della chiesa allestito al termine della “Missa in Cena Domini” del Giovedì Santo, destinato ad accogliere le specie eucaristiche consacrate e a conservarle sino al pomeriggio del Venerdì Santo quando, al termine della liturgia penitenziale, verranno distribuite ai fedeli per la comunione sacramentale.
Chi per fede, chi per curiosità, la notte del Giovedì Santo si muove per le vie cittadine in visita agli altari delle chiese, addobbati solennemente.

La pratica di allestire gli altari della reposizione si è affermata in Europa già a partire dall’Età carolingia ed esprime l’idea del lutto e della sepoltura, avendo però una forte giustificazione teologica: è vero che i Cristiani nell’Eucarestia adorano il Cristo vivente, ma è altrettanto vero che Gesù è passato alla vita incorrotta attraverso una morte cruenta.

Tra gli addobbi tipici dei sepolcri, i fiori bianchi, il vino fatto bollire con l’incenso e i semi di grano germogliati al buio che simboleggiano il passaggio dalle tenebre della morte di Gesù alla sua Resurrezione. Nell’altare vengono collocati il tavolo, simbolo del sacrificio, il pane, tutti doni e simboli umili, rappresentativi della comunità.
Molto particolari sono le composizioni floreali fatte con i germogli dei semi di grano ma anche di altri cereali, fatti nascere immersi in una ciotola nel cotone umido e coltivati in casa al buio, ottenendo dei colori quasi irreali, bianco o verde acqua. Talvolta vengono preparati con la pasta dei biscotti, a forma di oggetti della Passione (croce, scala, chiodi, martello), portati in chiesa per essere benedetti ed ornare i sepolcri. Tutto il resto della Chiesa viene oscurato, in segno di dolore perché è iniziata la Passione di Gesù; le campane tacciono, l’altare più grande è disadorno, il tabernacolo vuoto con la porticina aperta, i Crocifissi coperti.

Giovanna Tramontano

Articolo e foto soggetti a copyright

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