OMA – Una Sala Caduti di Nassirya gremita e un lungo applauso hanno accolto l’intervento della giovane scrittrice Lucia Sforza, protagonista dell’iniziativa istituzionale “Appuntamento Letterario in Senato”, svoltasi il 18 giugno presso Senato della Repubblica su iniziativa del Senatore Luigi Nave.
A soli 23 anni, Lucia Sforza ha portato all’attenzione delle istituzioni nazionali il suo romanzo Scacco Matto, un’opera che affronta temi sociali di grande attualità e che ha saputo conquistare l’interesse del pubblico per il coraggio dei contenuti e la maturità dell’analisi.
L’evento, moderato dal giornalista Filippo Caleri, ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo istituzionale e culturale, tra cui il Senatore Luigi Nave, lo scrittore Ciro Di Pietro, il dottor Fulvio Baldi, lo scrittore Pierluigi Fusco, il legislativo Luca Pepe e l’onorevole Alessandro Caramiello.
Nel corso del suo intervento, l’autrice ha affrontato alcune delle principali criticità che interessano le nuove generazioni italiane: il fenomeno delle organizzazioni criminali e le differenze operative tra mafia, camorra e ’ndrangheta; le difficoltà economiche e sociali degli studenti fuori sede; il disagio giovanile; la prostituzione e le nuove forme di sfruttamento contemporaneo; nonché il tema della distanza percepita tra istituzioni e giovani cittadini.
Particolarmente apprezzata è stata la capacità della scrittrice di trasformare la narrazione letteraria in uno strumento di riflessione civile, offrendo uno spaccato realistico delle contraddizioni che caratterizzano la società contemporanea e delle sfide che migliaia di giovani affrontano quotidianamente.
Il romanzo: una denuncia sociale tra thriller e impegno civile
Scacco Matto – Quello che l’Italia ci spinge a fare è un thriller sociale che affronta temi di forte rilevanza contemporanea quali lo sfruttamento giovanile, la tratta di esseri umani, la violenza di genere e le disuguaglianze socio-economiche.

Attraverso la vicenda di Nina e Carola, due studentesse di medicina trasferitesi a Firenze per inseguire il proprio futuro, il romanzo mette in luce le vulnerabilità che possono esporre i giovani a reti criminali capaci di trasformare ambizioni e fragilità in strumenti di profitto. Tra manipolazione psicologica, criminalità organizzata e corruzione sistemica, la protagonista intraprende un percorso di resistenza e riscatto personale, sostenuta dall’azione delle istituzioni e delle forze investigative.
L’opera si configura come una forte denuncia sociale e un invito alla riflessione sul valore della dignità umana, della giustizia e dell’emancipazione femminile, temi che durante l’incontro al Senato sono emersi come centrali nel dibattito sul ruolo della cultura nella costruzione di una società più consapevole e inclusiva.

«Essere accolta al Senato della Repubblica a soli ventitré anni rappresenta un’emozione indescrivibile e una responsabilità ancora più grande», ha dichiarato Lucia Sforza. «Credo profondamente nel potere della cultura e della scrittura come strumenti di cambiamento. Se attraverso le mie parole anche un solo giovane riuscirà a sentirsi compreso o a trovare il coraggio di reagire alle difficoltà, allora avrò raggiunto il mio obiettivo».
La partecipazione di Lucia Sforza all’iniziativa rappresenta un importante traguardo per il panorama culturale campano e un segnale significativo dell’attenzione che le istituzioni stanno riservando alle nuove voci della letteratura italiana.
L’incontro si è concluso con un caloroso applauso della platea, suggellando una giornata che segna un momento particolarmente significativo nel percorso umano e professionale della giovane autrice casertana, sempre più impegnata a utilizzare la narrativa come strumento di sensibilizzazione e promozione della cultura della legalità.
Giovanna Tramontano
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