L’artista-digital Viviana Pallotta viene intervistata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello

Puoi parlarci della tua ultima mostra?
Il 2025 è stato un anno ricco di mostre, eventi, fiere.
Di largo spessore. Dal Nord al Sud. Passando per il Centro.
Prossime tappe?

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Prossime tappe?

Il poliedrico Museo Minimo di Napoli; Avezzano, AQ, in una bellissima galleria al centro della città, di fronte al Castello Orsini – Colonna; il complesso del prestigioso Quartiere Militare Borbonico, cuore pulsante delle attività culturali della Città di Casagiove, location della Biennale d’Arte Contemporanea; Parma e il suo quartiere fieristico, baricentro del Nord Italia.  

In quale città ti piacerebbe esporre?

Non le solite – New York, Londra … 

Bensì Bruxelles e Oslo per il costante fiorire: di nuove gallerie, destinate alla promozione degli artisti locali e stranieri; di eventi off sempre più importanti per il mondo dell’arte contemporanea.

È essenziale per un’artista come te riconfermare la “cifra artistica”?

Sì. È essenziale. Riconfermare la propria “cifra artistica” per stabilire e rafforzare il rapporto di “fiducia valoriale” con collezionisti, gallerie, mercato.

È utile avere come sponde di riferimento i mass-media? 

Sì. I mass media sono uno strumento utile per accedere/dare un’ampia gamma di informazioni e prospettive. Sponde di riferimento per raggiungere un pubblico vasto e differenziato, per divulgare notizie e messaggi su scala globale.

A cura di Maurizio Vitiello

Intervista soggetta a copyright

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