Attacco alla Pedagogia: La Necessità di Riconoscerne l’Importanza
Stiamo assistendo a una crescente marginalizzazione della pedagogia nelle università e nei corsi di formazione nel settore educativo. Questo attacco è evidenziato dalle numerose proroghe relative all’attuazione della legge 2024, n. 55 del 15 aprile 2024, che e’ entrata in vigore l’8 maggio 2024. Tale legge disciplina le professioni di pedagogista e educatore professionale socio-pedagogico, istituendo albi professionali e l’Ordine delle professioni pedagogiche ed educative. L’obiettivo è qualificare queste figure, rendendo obbligatoria l’iscrizione all’albo per esercitare.
Le continue proroghe sembrano sottovalutare la pedagogia, concepita sin dalle sue origini come scienza dell’educazione, focalizzandosi sulla riflessione sull’atto educativo. La pedagogia si presenta come una scienza teorico-pratica: il suo scopo non è solo comprendere la realtà (educatore, educando, ambiente), ma anche modificarla, offrendo indicazioni concrete per l’intervento educativo. La ricerca pedagogica è caratterizzata da un approccio applicato, orientato verso decisioni pratiche piuttosto che alla mera acquisizione di conoscenza.
Sembra che ci stiamo orientando verso un paradigma che valorizza qualità come il tecnicismo e l’efficientismo, a discapito della dimensione umana. Già oggi, assistiamo a modelli educativi che promuovono una scarsa interiorità, sia con se stessi che con gli altri, risultando in un’assenza di abilità prosociali. I valori sono diventati frammentari e relativi, contribuendo a un malessere crescente, specialmente tra i giovanissimi, che spesso richiedono l’intervento di figure professionali come gli psicologi. Queste figure sono ormai onnipresenti, già nelle relazioni con i più piccoli, forse addirittura dal primo vagito. Tuttavia, è fondamentale chiedersi quanto sarebbe necessaria l’intervento della pedagogia per programmare e orientare efficacemente il progetto educativo, restituendo centralità all’umano nel processo di apprendimento e sviluppo.

Alla luce di quanto esposto, sorge il dubbio che la pedagogia non sia pienamente compresa come scienza dell’educazione. In una società complessa come la nostra, è fondamentale considerarla nel processo di investimento culturale ed educativo, nonché nello sviluppo delle competenze personali. Essa dovrebbe rappresentare un fulcro di cambiamento positivo per l’individuo e la collettività, piuttosto che un elemento marginale in termini di riconoscimento e investimenti economici. La pedagogia non potrà mai essere sostituita da altre scienze, né dalla psicologia, né dalla sociologia, né dalla filosofia o da qualsiasi altra disciplina umana.
Fino a quando non si prenderà atto con volontà, responsabilità e consapevolezza di tutto ciò, ogni progetto riguardante educazione, cultura e crisi valoriali, promosso da altre scienze, non avrà mai l’effetto desiderato senza il riconoscimento dell’importanza della pedagogia.
Dr.ssa Anna De Luca Pedagogista
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