Dopo l’arrivo del 118, gli operatori sanitari trovarono il cadavere impiccato vicino alla scala a chiocciola tra i due piani dell’abitazione.
Per gli inquirenti non c’erano dubbi, questo era un caso di suicidio, mentre la madre non convinta di questa ipotesi, denunciò per omissione di soccorso la migliore amica, il coinquilino e l’ex fidanzato del figlio.
La stessa notte, il coinquilino somministra un forte farmaco a Lorenzo perché non poteva dormire e lo stesso cominciò a scrivere messaggi dal cellulare per avvisare l’ex fidanzato e la migliore amica. Questi però non avvisarono la mamma del ragazzo, inconsapevole di quello che stava accadendo quella notte e impossibilitata a dare aiuto al figlio.
La madre in questi anni non si è mai arresa, lottando contro tutti e tutto per cercare giustizia per un figlio, che a suo dire, non poteva essersi suicidato perché amava la vita.
La procura ha deciso di aprire il caso a seguito delle prove presentate dai legali di Elisabetta Casini prodotte da Emme Team ( in questo articolo non ci addentreremo sulla questione Emme team, di cui molti di voi conoscono alcune vicisittudini a seguito di alcuni servizi delle Iene).
La prove principali sarebbero:
1. Delle immagini artefatte il giorno dopo il sequestro.
2. Il ritrovamento di 2 tracce di dna oltre quello di Lorenzo nel guinzaglio.
Tutto ora è riaperto e affidato ad un nuovo pubblico ministero.
Auguriamo un grande in bocca a lupo alla madre e che possa trovare giustizia per suo figlio nel caso in cui avesse ragione.
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