Uno sguardo diverso sulla guerra: Spazio Donna dedica il Calendario 2026 alle giornaliste in prima linea

Non è una celebrazione generica del giornalismo, ma una scelta precisa e consapevole quella compiuta dall’Associazione Spazio Donna, che dedica il Calendario 2026 alle giornaliste impegnate nei contesti di guerra, repressione e conflitto.

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Donne che hanno scelto di raccontare ciò che accade dove spesso il silenzio è imposto con la violenza, pagando talvolta un prezzo altissimo. La presentazione ufficiale del calendario si terrà sabato 10 gennaio 2026 alle ore 17.30, presso la sede dell’associazione in via Sant’Antida 27/30 a Caserta. La decisione di porre al centro del progetto le giornaliste nasce dalla convinzione che lo sguardo femminile sull’informazione non sia neutro né accessorio, ma profondamente necessario. Le donne che raccontano la guerra e le crisi umanitarie spesso lo fanno a partire dai corpi, dalle vite quotidiane, dalle conseguenze invisibili dei conflitti: le famiglie spezzate, l’infanzia violata, la sopravvivenza nei margini. Uno sguardo che non cerca l’eroismo, ma la verità. Che non indulge nella retorica della forza, ma restituisce la complessità del dolore, della resistenza, della dignità Essere giornaliste in prima linea significa esporsi doppiamente: come reporter e come donne. Significa affrontare minacce, delegittimazioni, isolamento, fino alla persecuzione e alla morte.

Figure come Anna Politkovskaja, Ilaria Alpi, e più recentemente giornaliste contemporanee impegnate nei teatri di guerra, rappresentano una testimonianza concreta di quanto raccontare possa diventare un atto di disobbedienza Il calendario vuole rendere visibile questo coraggio silenzioso, spesso cancellato o marginalizzato, restituendo centralità a chi ha scelto di parlare quando tacere sarebbe stato più sicuro. Un progetto che è anche una presa di posizione Per Spazio Donna, attiva da oltre trent’anni nel contrasto alla violenza maschile sulle donne, il calendario non è solo uno strumento simbolico, ma un atto coerente con la propria storia: riconoscere che la violenza non è solo fisica, ma anche informativa; che la libertà passa dal diritto di raccontare e di essere credute. Dedicare il Calendario 2026 alle giornaliste significa affermare che la libertà di informazione e la libertà delle donne sono intimamente connesse, e che difenderle è una responsabilità collettiva. La presentazione sarà un momento pubblico di confronto e riflessione aperto alla cittadinanza, al mondo dell’informazione e alle istituzioni, per interrogarsi sul valore del giornalismo oggi e sul ruolo delle donne nel raccontare il nostro tempo.

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