Serie A, il “Caos Calendario”: Il Derby di Roma diventa un caso politico e legale
Quello che un tempo era il rito sacro della domenica alle 15:00 è ormai un puzzle indecifrabile di anticipi e posticipi. Il culmine di questo disordine è stato toccato con il caos legato al Derby di Roma: lo spostamento della stracittadina capitolina non è più solo una questione di campo, ma un violento scontro tra istituzioni, sicurezza pubblica e governance sportiva.
Il “Caso Roma-Lazio”: Tra Tennis e Sicurezza
Il cuore della polemica risiede nella clamorosa concomitanza tra il Derby e gli Internazionali d’Italia di tennis al Foro Italico. La vicinanza geografica tra lo Stadio Olimpico e i campi in terra rossa ha spinto il Prefetto a intervenire per ragioni di ordine pubblico, temendo l’impatto di decine di migliaia di tifosi e spettatori concentrati nella stessa area.
• Il valzer delle date: Inizialmente programmata per domenica, la Lega Serie A aveva ipotizzato lo slot delle 12:30, incassando l’immediato “no” delle autorità.
• Il diktat del Prefetto: Per ragioni di sicurezza, è stato imposto il posticipo a lunedì sera alle 20:45, una decisione che ha scatenato un terremoto mediatico.
• Il Ricorso al TAR: Per la prima volta, la Lega Serie A ha reagito con un atto di forza, annunciando il ricorso al TAR contro il Prefetto per difendere l’autonomia del calendario e tutelare i danni economici derivanti dallo spostamento di un evento di portata globale.
L’effetto domino sulla volata Champions
Lo spostamento del Derby non è un evento isolato, ma un sasso lanciato in uno stagno che altera gli equilibri dell’intero campionato. La decisione ha innescato proteste feroci da parte delle altre pretendenti all’Europa.
1. Contemporaneità negata: Lo slittamento al lunedì trascina con sé, a cascata, il calendario delle dirette concorrenti. Club come Como, Napoli, Milan e Juventus si ritrovano in un limbo organizzativo: l’incertezza tra il giocare domenica alle 12:30 o lunedì alle 20:45 impedisce una preparazione atletica e mentale adeguata, falsando di fatto la regolarità della corsa Champions.

2. Lo sciopero del tifo: I sostenitori, costretti a stravolgere viaggi e permessi lavorativi con poche ore di preavviso, accusano le istituzioni di trattare il calcio come un mero “prodotto da studio”, ignorando totalmente il rispetto dovuto a chi popola i gradoni degli stadi.
Il conflitto tra Business e Sportività
Il motore di questo caos è la frammentazione dei diritti TV, che impone un calendario “liquido” a scapito della logica.
• Il fattore Coppe Europee: Con i nuovi format UEFA, i margini per i recuperi sono inesistenti. Ogni spostamento costringe le squadre a giocare in condizioni psicofisiche alterate rispetto alla data originale.
• Broadcaster vs Sicurezza: In questo corto circuito tra contratti milionari e ordine pubblico, il calcio giocato ne esce ridimensionato.
Una deriva inarrestabile?
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: com’è possibile che chi stila i calendari non abbia tenuto conto di un evento mondiale come gli Internazionali di Tennis, in programma da oltre due anni?
Questa negligenza organizzativa è solo l’ennesimo sintomo della deriva del nostro calcio. Un sistema ormai soffocato da scandali arbitrali, fallimenti sportivi della Nazionale e società schiacciate dai debiti. Il “caos calendario” non è che l’ultima conferma di una gestione approssimativa che rischia di far naufragare definitivamente la credibilità della Serie A.
Mario Verdetti
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Foto sito ottopagine





