È stato un viaggio dentro la memoria e l’immaginazione: ho intrecciato elementi quotidiani con suggestioni oniriche, costruendo un percorso che invitasse i visitatori non solo a osservare, ma a specchiarsi nelle opere e a scoprire qualcosa di sé.
Prossime tappe?
Sto lavorando a un progetto con nuove soluzioni originali.
Mi piacerebbe che il pubblico non fosse solo spettatore, ma parte integrante dell’opera, immerso in uno spazio che lo costringa a muoversi e a scegliere prospettive diverse.
Sto anche valutando collaborazioni all’estero.
In quale città le piacerebbe esporre?
Ci sono città che hanno un respiro internazionale irresistibile, come Berlino o New York, ma se devo seguire il cuore direi Napoli.
È una città che ha sempre fatto convivere sacro e profano, tradizione e avanguardia.
Esporre lì sarebbe per me un ritorno a una radice, un dialogo con un’energia unica.
È essenziale per un artista riconfermare la “cifra artistica”?👇