La quarta legge domestica della termodinamica: la porta aperta
C’è chi sostiene che non cambi nulla e chi, invece, invita continuamente a chiuderla.
La fisica dà una risposta molto chiara: lasciare la porta aperta fa aumentare il consumo di energia elettrica.
Non è un’opinione né una leggenda metropolitana. È una semplice conseguenza del modo in cui funziona un climatizzatore.
Il condizionatore non produce freddo
In realtà il condizionatore non “crea” aria fredda. Il suo lavoro consiste nel togliere calore dall’interno della stanza e scaricarlo all’esterno.
Più calore entra nell’ambiente, maggiore sarà il lavoro richiesto al climatizzatore. E maggiore sarà anche l’energia elettrica consumata.
Per questo motivo, ogni volta che si lascia una porta aperta verso un ambiente più caldo, si costringe il condizionatore a fare un lavoro supplementare.
Un esempio concreto
Immaginiamo una sala di circa 30 metri quadrati, climatizzata con un impianto da 19.000 BTU/h, nella quale siano presenti una ventina di persone.
Già solo le persone rappresentano una fonte importante di calore. Ogni corpo umano produce mediamente circa 120 watt di calore tra quello emesso direttamente e quello legato alla respirazione e all’umidità.

Con venti persone si arriva a circa 2,4 kW di calore, quasi la metà della capacità di raffreddamento del climatizzatore.
In pratica, ancora prima di considerare il sole, le pareti, le luci o i computer accesi, una parte consistente della potenza del condizionatore è già impegnata.
Cosa cambia se la porta rimane aperta?
La differenza è enorme.
Con la porta chiusa, il climatizzatore continua a raffreddare sempre la stessa aria.
Con la porta aperta, invece, l’aria fresca esce e viene continuamente sostituita da aria più calda e spesso anche più umida proveniente dall’esterno o dagli altri ambienti.
Ogni volta che entra aria calda, il climatizzatore deve raffreddarla di nuovo.

È come cercare di riempire una vasca senza tappo: l’acqua continua a uscire e bisogna continuare ad aggiungerne.
Più lavoro significa più corrente
Un climatizzatore moderno regola automaticamente la propria potenza.
Se il calore continua a entrare nella stanza, il compressore rimane acceso più a lungo oppure lavora a una potenza maggiore.
Il risultato è inevitabile:
aumenta il consumo di energia elettrica;
cresce la spesa in bolletta;
il climatizzatore si usura più rapidamente;
diventa più difficile raggiungere e mantenere la temperatura desiderata.
In condizioni normali, lasciare la porta aperta può aumentare il carico termico anche del 20-50%, e in situazioni particolarmente sfavorevoli persino oltre.
Tradotto in termini economici significa che, a parità di ore di funzionamento, il climatizzatore può consumare sensibilmente più energia rispetto a quando la stanza rimane chiusa.
Non raffreddi solo la stanza
C’è un aspetto che spesso viene sottovalutato.
Quando la porta è aperta, il climatizzatore non sta più raffreddando soltanto la stanza in cui è installato. Sta cercando di compensare anche il calore proveniente dal corridoio e dagli ambienti comunicanti.
Naturalmente non riuscirà mai a climatizzare tutta la casa attraverso una sola porta aperta, ma nel tentativo di farlo continuerà a consumare energia.
In altre parole, una parte dell’elettricità pagata finisce per raffreddare aria che, pochi istanti dopo, verrà sostituita da altra aria calda.
La termodinamica non fa sconti
Il primo principio della termodinamica dice che l’energia non si crea e non si distrugge.
Il secondo principio spiega che il calore passa spontaneamente dalle zone più calde a quelle più fredde.
Per questo motivo, se fuori o nel corridoio fa più caldo della stanza climatizzata, il calore tenderà naturalmente a entrare. Il condizionatore dovrà quindi lavorare continuamente per eliminarlo.
Non esistono scorciatoie.
La conclusione
Tenere la porta chiusa mentre il condizionatore è acceso non è una semplice abitudine o una mania di chi vuole risparmiare.
A cura dell’ing. Annaclelia Macariello
Articolo soggetto a copyright
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È il modo più efficace per ridurre il carico di lavoro dell’impianto, limitare il consumo di energia elettrica, contenere la bolletta e migliorare il comfort.
La fisica, in questo caso, è molto semplice:
porta chiusa = il condizionatore raffredda la stanza.
Porta aperta = il condizionatore prova a raffreddare anche tutto ciò che comunica con quella stanza, consumando inevitabilmente più energia.
E vale sempre una simpatica regola non scritta, che potremmo chiamare la “quarta legge domestica della termodinamica”:
“Il condizionatore non fa miracoli: se entra aria calda, lui deve lavorare di più. Se lavora di più, consuma di più. E la bolletta, alla fine, non la paga la termodinamica.”





