Comolli ha spiegato che gli allenatori devono aderire fin dal primo giorno ai processi basati sui dati che guidano le scelte del club: dalle analisi per il mercato alla prevenzione degli infortuni. Per questo, alcune frasi pronunciate nei colloqui vengono inserite nei contratti, così da fissare sin da subito principi chiari.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della cultura societaria, che per Comolli non coincide solo con la “mentalità vincente”, ma nasce dal contributo quotidiano di tutti i membri del club.
L’AD ha poi ricordato come i dati possano supportare anche scouting, preparazione mentale e performance, citando l’esperienza al Tolosa, dove venivano monitorati motivazione e stress del personale e applicate scelte tattiche derivate dall’analisi statistica.
Sul piano umano, Comolli ha ribadito l’importanza della leadership autentica e della formazione continua: studiare, imparare dagli altri sport e circondarsi di persone competenti è, a suo avviso, fondamentale per evitare stagnazione.
Guardando al futuro, immagina un utilizzo dei dati sempre più approfondito nei vivai e la possibilità di mappare le “connessioni ideali” tra gli undici giocatori in campo, un’innovazione che potrebbe trasformare il calcio dei prossimi anni.
A cura di Mario Verdetti
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