Questa decisione segna il ritorno di una celebrazione importante dopo quasi cinquant’anni dalla sua abolizione, avvenuta nel 1977 per ragioni di produttività. Il 4 ottobre era già considerato una festa nazionale fino al 1977, quando il Governo Italiano decise di eliminare alcune festività religiose non considerate essenziali. La legge n. 54 del 5 marzo 1977 abolì diverse festività, tra cui l’Epifania (poi ripristinata nel 1985), San Giuseppe, l’Ascensione, il Corpus Domini e i Santi Pietro e Paolo. Il disegno di legge, approvato con 247 voti favorevoli, 8 astenuti e solo 2 contrari alla Camera, è stato presentato da Maurizio Lupi e sostenuto da Fratelli d’Italia e Forza Italia.
La nuova festività sarà effettiva dal 2026, anno in cui si celebrano gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Il 4 ottobre sarà riconosciuto come “Giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse”. Il ripristino del 4 ottobre come festa nazionale avrà implicazioni culturali, sociali e turistiche. Si prevede un rinnovato interesse per la figura di San Francesco e per il suo messaggio, con iniziative e celebrazioni in tutto il territorio nazionale. La festa potrà rappresentare un’occasione per promuovere i valori di solidarietà, rispetto e attenzione verso i più deboli. La reintroduzione della festività comporterà un costo stimato di 10,6 milioni di euro annui, destinati principalmente al comparto del Servizio Sanitario Nazionale.
Mario verdetti
Articolo soggetto a copyrught
Foto web
