I benefici del Tè matcha

Bevanda giapponese speciale, il tè matcha sta conquistando tutto il mondo grazie ai suoi benefici per l’organismo.

Clicca sull'immagine e visita la pagina Facebook del METODO TRAMONTANO preparazione concorsi

A differenza del tè verde, si consuma l’intera foglia, si ha pertanto un contenuto più ricco di nutrienti attivi.
Favorisce la perdita di peso
Stimola il metabolismo attraverso le catechine che aumentano la termogenesi e la combustione dei grassi, soprattutto se abbinate ad attività fisica e dieta sana.
Ricco di antiossidanti
Il matcha ha un’ alta concentrazione di catechine, in particolare l’EGCG (epigallocatechina gallato), potente antiossidante che protegge le cellule dai radicali liberi, contrastando lo stress ossidativo e rallentando i processi d’invecchiamento.
Favorisce la funzionalità del fegato
Alcuni studi hanno osservato una riduzione degli enzimi epatici alterati in chi consuma matcha: l’effetto protettivo contro accumulo di grassi e infiammazioni.
Potenzia la concentrazione
Contiene caffeina e L-teanina: la caffeina stimola, la teanina induce calma. Il risultato è una mente attiva e rilassata.
Protezione del cuore👇

Protezione del cuore
Il consumo regolare di tè matcha riduce il colesterolo LDL (quello “cattivo”) e i trigliceridi, migliorando la salute dei vasi, come minor rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari.
Come berlo
E’ importante scegliere matcha di qualità (del tipo -ceremonial grade-), di colore verde intenso.
• Versare 1–2 g di matcha in una tazza.
• Aggiungere poca calda e mescolare (es. con un mini mixer). • Aggiungere altra acqua o latte vegetale.
E’ possibile aggiungerlo anche in smoothie, yogurt, dolci o porridge. Rischi e limiti
• Il contenuto di caffeina è superiore rispetto al tè verde e inferiore al caffè. Chi è sensibile potrebbe soffrire di insonnia.
• Ingerendo l’intera foglia, è possibile assumere anche metalli pesanti o residui di pesticidi se il matcha non è di qualità.
• I tannini presenti nel matcha possono ridurre l’assorbimento del ferro non eme (che introduciamo nell’organismo mediante alimenti di origine vegetale).

Dott.ssa Caterina Feola

Articolo soggetto a copyright

Foto web

Related Posts

Lascia un commento