’Organizzazione Sindacale ha infatti trasmesso una nuova diffida formale denunciando una situazione definita “grave e ormai insostenibile” per centinaia di operatori del settore vigilanza privata.
Secondo quanto riportato nella nota sindacale, già in data 30 aprile 2026 era stata inoltrata una prima diffida relativa ai ritardi amministrativi nella gestione delle pratiche. Tuttavia, ad oggi, il sindacato afferma di non aver ricevuto alcun riscontro concreto né di aver registrato miglioramenti nelle procedure di rilascio e rinnovo delle autorizzazioni.
Il S.N.G.G. evidenzia come attualmente siano oltre 150 le Guardie Particolari Giurate della provincia di Napoli ancora in attesa del rinnovo del proprio titolo autorizzatorio, nonostante abbiano presentato nei termini tutta la documentazione richiesta. In numerosi casi, le pratiche risulterebbero ferme da oltre quattro o cinque mesi.
Una situazione che, secondo il sindacato, starebbe producendo pesanti conseguenze occupazionali, economiche e professionali sui lavoratori interessati, impossibilitati a svolgere regolarmente il proprio servizio. Le criticità coinvolgerebbero anche gli Istituti di Vigilanza privata operanti sul territorio, costretti a fronteggiare crescenti difficoltà organizzative e operative.
Nella diffida, il sindacato richiama inoltre i principi sanciti dall’articolo 97 della Costituzione e dalla Legge 241/1990, sottolineando come la persistente inerzia amministrativa risulti incompatibile con i criteri di buon andamento, efficienza, trasparenza ed economicità dell’azione amministrativa.

Per questo motivo, il S.N.G.G. chiede alla Prefettura di Napoli di intervenire con urgenza attraverso:
la definizione immediata delle pratiche pendenti;
la comunicazione ufficiale delle tempistiche di rilascio dei decreti;
l’individuazione delle cause che hanno determinato i ritardi;
la convocazione urgente delle Organizzazioni Sindacali firmatarie.
L’Organizzazione Sindacale ha inoltre annunciato che, in assenza di riscontri immediati, si riserva di intraprendere ulteriori iniziative sindacali, amministrative e giudiziarie, tra cui:
segnalazioni agli organi centrali del Ministero dell’Interno;
richieste di accesso agli atti;
attivazione di procedure presso le autorità competenti;
ricorsi per silenzio-inadempimento;
coinvolgimento degli organi di stampa locali e nazionali.
Infine, il sindacato ha chiesto che la diffida venga formalmente acquisita agli atti e riscontrata nei termini previsti dalla legge.
A cura di Giovanna Tramontano
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