Persino le rare terre emerse, costituite da piccole isole rocciose, finivano perlopiù sommerse dalle potenti maree indotte dalla Luna, che all’epoca esercitava una forza gravitazionale ancora più intensa di quella attuale. Quando il livello delle acque si ritirava, sulle coste affioravano piscine temporanee di acqua oceanica, caratterizzate da una forte alcalinità: secondo una teoria, proprio queste pozze calde e ricche di sostanze chimiche avrebbero potuto favorire la formazione dei primi amminoacidi, precursori della vita.
Tuttavia, la scienza moderna tende a escludere che la vita primordiale sia emersa in queste piscine superficiali: le intense attività vulcaniche, le massicce concentrazioni di metano nell’atmosfera, le elevate temperature e l’esposizione alle letali radiazioni ultraviolette rendevano tali ambienti poco adatti alla formazione stabile di molecole complesse. Gli studiosi hanno invece identificato, sul fondo degli oceani antichi, bocche idrotermali a forma di camino con condizioni sorprendentemente favorevoli: a differenza della maggior parte delle bocche idrotermali, di norma troppo calde, queste “bocche alcaline” presentavano temperature compatibili con le reazioni chimiche necessarie a convertire la chimica in biochimica.