E’ QUI CHE LA VITA HA AVUTO INIZIO-“Nuovi Mondi -Astronomia e Scienza”

... in un mondo di acqua. Quattro miliardi di anni fa, quasi l’intera superficie terrestre era sommersa dagli oceani.

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Persino le rare terre emerse, costituite da piccole isole rocciose, finivano perlopiù sommerse dalle potenti maree indotte dalla Luna, che all’epoca esercitava una forza gravitazionale ancora più intensa di quella attuale. Quando il livello delle acque si ritirava, sulle coste affioravano piscine temporanee di acqua oceanica, caratterizzate da una forte alcalinità: secondo una teoria, proprio queste pozze calde e ricche di sostanze chimiche avrebbero potuto favorire la formazione dei primi amminoacidi, precursori della vita.
Tuttavia, la scienza moderna tende a escludere che la vita primordiale sia emersa in queste piscine superficiali: le intense attività vulcaniche, le massicce concentrazioni di metano nell’atmosfera, le elevate temperature e l’esposizione alle letali radiazioni ultraviolette rendevano tali ambienti poco adatti alla formazione stabile di molecole complesse. Gli studiosi hanno invece identificato, sul fondo degli oceani antichi, bocche idrotermali a forma di camino con condizioni sorprendentemente favorevoli: a differenza della maggior parte delle bocche idrotermali, di norma troppo calde, queste “bocche alcaline” presentavano temperature compatibili con le reazioni chimiche necessarie a convertire la chimica in biochimica.

Le reazioni nei fluidi alcalini di questi camini sottomarini potevano avvenire in modo spontaneo, senza bisogno di luce solare, grazie all’energia intrinseca delle reazioni chimiche stesse. In questi ambienti, i primi organismi monocellulari avrebbero dunque potuto sintetizzare peptidi e sviluppare catene di DNA e RNA. Le molecole di DNA/RNA primitive erano dotate di capacità di adattamento: modificavano la propria struttura in risposta alle mutevoli condizioni del loro habitat.

Perché si evolvesse la vita multicellulare, però, era necessario un elemento fondamentale: l’ossigeno. Con il tempo, queste prime forme di vita si “programmarono” geneticamente per catturare i gas serra atmosferici (come l’anidride carbonica) ed emettere ossigeno, indispensabile per la loro stessa sopravvivenza. Questo processo portò gradualmente alla diminuzione del metano e all’aumento massiccio di ossigeno nell’atmosfera, culminando nella comparsa dei cianobatteri, circa 2,5 miliardi di anni fa. L’atmosfera ricca di ossigeno e protetta dal nuovo strato di ozono divenne così il luogo ideale per la successiva fioritura della vita complessa sul nostro pianeta.

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