Ritratto di una famiglia impenetrabile, incapace di uscire dalle pareti domestiche e aprirsi alla verità e alla luce, ritratto di donne minuscole o giganti, ma comunque fagocitanti, abituate a nascondere il dolore, a soffocare i desideri; avvezze al dolore, assuefatte all’infelicità. Si parla del rapporto madre – figlia, uno dei più complessi di sempre, Annetta e Sofia, che si riempiono e si svuotano reciprocamente come vasi comunicanti, nella totale incapacità di salvarsi, crescere, fare la scelta giusta. Possesso e abbandono che generano aspettative disattese e inganni, illusioni, una sensazione costante di vuoto e smarrimento, come camminare in un corridoio buio con tante porte chiuse. E allora la 𝑚𝑖𝑛𝑖𝑚𝑎 infelicità è una 𝑖𝑚𝑚𝑒𝑛𝑠𝑎 infelicità, perché 𝐿’𝑖𝑛𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑙𝑢𝑜𝑔𝑜, 𝑢𝑛 𝑙𝑢𝑜𝑔𝑜 𝑓𝑖𝑠𝑖𝑐𝑜, 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑏𝑢𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑐𝑒𝑔𝑙𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒.
Coordina l’evento la professoressa Enrichetta De Sanctis.