Sull’argomento è intervenuto il dottor Enrico Nuzzi, noto commercialista sannicolese, che attraverso un post pubblicato sui social ha affrontato la questione dal punto di vista giuridico, chiarendo quali siano le possibili strade per un eventuale scioglimento del contratto tra ITL e il Comune di San Nicola la Strada.
«Mi si chiede se il contratto con ITL può essere interrotto», esordisce Nuzzi, precisando che il contratto, come qualsiasi altro accordo giuridico, può essere sciolto, ma solo attraverso strumenti previsti dall’ordinamento e a determinate condizioni.
Nel suo intervento, il professionista distingue innanzitutto tra rescissione, risoluzione e recesso, termini spesso utilizzati impropriamente nel dibattito pubblico.
La rescissione, spiega Nuzzi, è prevista dal Codice Civile soltanto in casi particolari, come lo stato di pericolo o lo stato di bisogno che abbiano determinato una forte sproporzione tra le prestazioni delle parti.
Più frequente risulta invece la risoluzione del contratto, che può verificarsi in presenza di inadempimenti oppure qualora sopraggiungano condizioni che rendano impossibile l’esecuzione dell’accordo. A titolo esemplificativo, il commercialista richiama l’ipotesi della perdita di un finanziamento pubblico destinato all’esecuzione del contratto, situazione che potrebbe aprire scenari di risoluzione ma che, secondo la giurisprudenza, potrebbe comunque comportare il diritto dell’appaltatore a ottenere un risarcimento.
Un’altra possibilità è rappresentata dal recesso unilaterale da parte dell’ente pubblico. In questo caso il Comune potrebbe decidere di sciogliere il rapporto contrattuale per ragioni di interesse pubblico, fermo restando l’obbligo di corrispondere quanto dovuto per le prestazioni già eseguite e gli eventuali indennizzi previsti dalla normativa vigente.

Nuzzi richiama inoltre l’attenzione su altri aspetti tecnici di rilievo, come la prescrizione dell’azione di rescissione, che si estingue dopo un anno dalla conclusione del contratto, e l’eventuale nullità dell’accordo qualora fosse accertata l’assenza della necessaria copertura finanziaria fin dall’origine.
Il professionista sottolinea tuttavia che qualsiasi valutazione concreta non può prescindere da un’analisi approfondita della documentazione contrattuale. «Per poter procedere in una delle possibili ipotesi – evidenzia – è necessario analizzare il capitolato speciale e le cause che hanno portato alla volontà di sciogliere il vincolo».

Le dichiarazioni del dottor Nuzzi arrivano in una fase particolarmente delicata, caratterizzata dalle proteste di numerosi cittadini per l’aumento delle bollette e dalle richieste di maggiore chiarezza sulla gestione del servizio. Un dibattito destinato probabilmente a proseguire anche nelle prossime settimane, con l’auspicio che possano emergere risposte concrete alle preoccupazioni manifestate dagli utenti.
A cura di Giovanna Tramontano
Articolo elaborato dal post del dott.Enrico Nuzzi e soggetto a copyrright
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