L’Al a suo modo è davvero utile, può servire per il processo di produzione, di ricezione e di fruizione ma non potrà mai sommariamente sostituire in nessuna disciplina il fattore umano di cui l’arte si nutre. Manca un elemento fondamentale che l’Al ad oggi non ha ed è la coscienza, il prodotto di esperienze umane, sentimenti, avventure, la cultura con cui l’artista racconta una storia. La fragilità di cui l’arte si nutre trova il proprio seme solo nella fragilità umana, l’intelligenza artificiale può al massimo rendere quest’esperienza più reale dal punto di vista tecnico.
A cura della Dott.ssa Fiorella Verile
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