Arte e intelligenza artificiale : dove vengono posti i confini?

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando ogni campo del sapere, dalla medicina all’ingegneria, dalla matematica alla chimica, ma come può influenzare l’arte, una disciplina da sempre in contatto con gli aspetti più profondi dell’animo umano?

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Per quanto sembrino in netto contrasto, Al e arte lavorano già insieme, anzi, la famosa casa d’asta Christie’s ha venduto per 432.000 dollari il ritratto di “Edmond de Belamy” completamente realizzato con l’intelligenza artificiale. La vendita ha scatenato non poche polemiche proprio per la sostituzione della figura dell’artista con una vera e propria macchina, eppure non è il primo caso. Un’altra opera realizzata con Al e venduta all’asta è “Memories of Passersby” di Mario Klingemann venduta da Sotheby’s per 40.000 dollari.
Dove si segna perciò il confine tra realtà e finzione?👇

Dove si segna perciò il confine tra realtà e finzione? Dove l’intelligenza artificiale può davvero fare la differenza e quali sono i rischi di una sostituzione completa dell’artista in quanto inventore? Molti artisti usano l’Al per la realizzazione delle proprie opere, non come sostituto ma come aiuto tecnologico. Esempi pratici sono Sougwen Chung , artista e ricercatrice che lavora su collaborazioni uomo-macchina oppure Refik Anadol che crea installazioni immersive trasformando grandi dataset in paesaggi visivi dinamici, Anna Ridler, Sofia Crespo e tanti altri. Sono inoltre molti i musei che usano tale tecnologia per migliorare i sistemi di ricezione e di attività didattiche migliorando l’esperienza museale andando anche incontro alle esigenze di un’ampia fascia di pubblico.

L’Al a suo modo è davvero utile, può servire per il processo di produzione, di ricezione e di fruizione ma non potrà mai sommariamente sostituire in nessuna disciplina il fattore umano di cui l’arte si nutre. Manca un elemento fondamentale che l’Al ad oggi non ha ed è la coscienza, il prodotto di esperienze umane, sentimenti, avventure, la cultura con cui l’artista racconta una storia. La fragilità di cui l’arte si nutre trova il proprio seme solo nella fragilità umana, l’intelligenza artificiale può al massimo rendere quest’esperienza più reale dal punto di vista tecnico.

A cura della Dott.ssa  Fiorella Verile

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