Una protesta che il sindacato definisce inevitabile davanti a quello che descrive come un progressivo deterioramento delle relazioni industriali e del clima all’interno dello stabilimento. Secondo la nota diffusa dall’UGL, il caso che avrebbe fatto esplodere definitivamente la vertenza riguarda la contestazione disciplinare culminata con tre giorni di sospensione nei confronti della RSU UGL Chimici e segretaria reggente provinciale della categoria. Il provvedimento, sostiene il sindacato, sarebbe stato adottato dopo una regolare riunione sindacale nella quale erano state contestate le modalità di installazione di sistemi che, a giudizio dell’organizzazione, potrebbero consentire il controllo dei lavoratori senza il preventivo accordo previsto dall’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori. Per la UGL non si tratterebbe di un semplice procedimento disciplinare, ma di un episodio che, secondo la stessa organizzazione, rischia di colpire direttamente il ruolo e le prerogative della rappresentanza sindacale, tutelate dalla Legge 300/1970 e dal CCNL Gomma-Plastica. Nella comunicazione il sindacato utilizza parole dure. Parla di “vessazioni”, di un clima di crescente nervosismo e insicurezza tra i dipendenti e denuncia presunti atti intimidatori finalizzati, secondo l’UGL, a isolare chi rappresenta i lavoratori.
A suo dire, le iniziative assunte avrebbero compromesso il rapporto di fiducia all’interno dello stabilimento, alimentando un malessere ormai diffuso. L’organizzazione sindacale richiama inoltre l’articolo 40 della Costituzione sul diritto di sciopero, lo Statuto dei Lavoratori e l’articolo 28 della Legge 300/1970, sostenendo che eventuali violazioni delle prerogative della RSU possano integrare un comportamento antisindacale. Su tali profili, eventuali accertamenti spettano alle sedi competenti. La mobilitazione del 13 luglio rappresenta la prima iniziativa pubblica annunciata dall’UGL e potrebbe essere soltanto l’inizio di una vertenza destinata a intensificarsi se, secondo il sindacato, non arriveranno risposte concrete alle questioni sollevate. Il messaggio scelto per accompagnare la protesta sintetizza il senso dell’iniziativa: “I diritti della RSU non sono merce di scambio.” Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali dell’azienda in merito alle contestazioni formulate dal sindacato. L’attenzione resta ora rivolta agli sviluppi della vicenda e agli eventuali passi che le parti decideranno di intraprendere nei prossimi giorni.
Giovanna Tramontano
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